{"id":2358,"date":"2026-04-24T15:58:01","date_gmt":"2026-04-24T15:58:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/?page_id=2358"},"modified":"2026-06-26T17:20:15","modified_gmt":"2026-06-26T17:20:15","slug":"medicina-narrativa-tra-storie-trame-punti-di-svolta-e-significati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/medicina-narrativa-tra-storie-trame-punti-di-svolta-e-significati\/","title":{"rendered":"Medicina narrativa: tra storie, trame, punti di svolta e significati"},"content":{"rendered":"\n\n\n<h2>Medicina narrativa:\ntra storie, trame, punti di svolta e significati<\/h2>\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p>La medicina narrativa \u00e8, attualmente, un capitolo interessante per tutte le specialit\u00e0 mediche, ed in pediatria e neonatologia ci sembra particolarmente importante utilizzarla per meglio &#8220;empatizzare&#8221; i rapporti e le cure tra lo specialista, il paziente e la famiglia. In verit\u00e0 \u00e8 insita, nella struttura mentale e comportamentale di ogni medico, una tale metodologia induttiva e deduttiva, favorita probabilmente dai &#8220;neuroni a specchio&#8221; che sembrano attivarsi quando viene iniziata una azione, ma hanno anche un ruolo nelle interazioni sociali, aiutandoci a capire scopi ed emozioni di un&#8217;altra persona.<br>Fondatrice della &#8220;narrative medicine&#8221; in veste istituzionale e scientifica pu\u00f2 considerarsi Rita Charon che, per prima, ha attivato un corso di formazione pressso la Columbia University di New York. Gli studenti in medicina possono cos\u00ec apprendere le necessarie competenze per ascoltare, interpretare e rispondere ai pazienti ed alle famiglie non prevalentemente con i farmaci ma anche con valide, utili e preziose informazioni e consigli.<br>Anche l&#8217;Italia si \u00e8 adeguata a riconoscere ed utilizzare tale vecchia ma non riconosciuta pratica quotidiana, dandole un adeguato riconoscimento scientifico e fondando una una Societ\u00e0 Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) il cui primo Forum si \u00e8 tenuto, on line, il 28 settembre 2022.<br>L&#8217;articolo che segue, in press su una importante rivista nazionale, pu\u00f2 essere utile ed interessante per tale argomento.<\/p>\n\n\n<h6>MEDICINA NARRATIVA: TRA STORIE, TRAME, PUNTI DI SVOLTA E SIGNIFICATI<\/h6>\n\n<p><em>GOFFREDO PARISI* \u2013 SALVATORE VENDEMMIA** \u2013 MARIA VENDEMMIA***<br>*Primario Emerito di Pediatria Ospedale di Vasto<br>**Primario Emerito di Pediatria Ospedale di Aversa<br>***Terapia Intensiva Neonatale Universit\u00e0 di Napoli Federico II.<\/em><\/p>\n<p><em>This work can be a valid stimulus and a useful guide to the pediatricians, a tool to bound with the patient and the family, providing adequate and reassuring responses, together with therapy. It is essential that the attending physician is able to recognize, understand and interpret the stories of patients to establish an intense, empathetic understanding with them. Storytelling can help solving a human problem, it can be considered a peculiar code, a &#8220;universal, transversal and transcultural&#8221; Human Metacode, that allows us to describe anything rather than only the problem that the man has lived and lives. A good disease narrative does not correlate strictly with scientific accuracy, but it certainly serves to convey something of the human condition through a call to emotions. The shift from a biomedical model to a psychosocial one can be difficult, because it requires a demanding decision-making, introspective and volitional moment that corresponds to a radical change of course. It is, however, fundamental to allow the health care to build a model and a new narrative and communicative path: a procedure aimed to achieve a full patient-family integration and medical-system. These behaviours of health care providers are radically contributing to create a &#8220;cultural and professional transition&#8221; in doctor-patient relationships, increasingly oriented towards a true &#8220;personalized medicine&#8221;. <\/em><br><\/p>\n\n<p>DEFINIZIONE \u2013\u201cNel parlare comune, narrare vuol dire raccontare, esporre un fatto o una serie di fatti, reali o fantastici, seguendo un determinato ordine nella rievocazione e la ricerca delle cause\u201d (1). Secondo Hayden White, 1981 (2):\u2026\u201dlungi dal rappresentare un problema, la narrazione puo\u2019 essere la soluzione di un problema di interesse umano generale, cioe\u2019 di come tradurre il sapere in dire, ovvero di trasformare l\u2019esperienza umana in modelli di significato che siano generalmente umani piu\u2019 che specificamente culturali\u201d. La narrazione cio\u00e8, lungi dall\u2019essere un codice tra gli altri che la cultura utilizza per conferire significati all\u2019esperienza, \u00e8 un codice particolare, un \u201cmetacodice umano universale, trasversale e transculturale\u201d, che permette di descrivere non il fatto ma l\u2019esperienza del fatto che ne fa l\u2019uomo, all\u2019interno di messaggi riguardanti la natura di una realt\u00e0 condivisa. Se l\u2019atteggiamento mentale del medico \u00e8 basato sulla narrazione, il colloquio si apre alla medicina narrativa.<\/p>\n\n\n<p>RADICI DELLA NARRAZIONE IN MEDICINA<br>\u00a0Storia clinica \u201cclassica\u201d, narrazione del paziente della sua esperienza di malattia ma che il medico \u201cgoverna, rendendola piatta e priva di metafore\u201d (K.M.Hunter)(3), al fine di porre ipotesi diagnostiche ampie e variate. Storia della medicina dalla parte dell\u2019Io biomedico (\u201cquello che il medico pensa\u201d, storia o voce della medicina, secondo G.E.Mishler (4), che poggia sull\u2019anamnesi tradizionale e si muove all\u2019interno di una cornice rigorosamente clinica.<br>Storia Narrativa, resa tale dall\u2019avere il medico acquisito competenze narrative ed il paziente incoraggiato a ravvivare la storia clinica classica con emozioni, sentimento e libert\u00e0 di esprimersi. Narrazione dalla parte del malato, Storia della vita: \u201cquello che il malato vive\u201d, voce della vita (4) e, al meglio, storia \u201cdella relazione terapeutica\u201d. In sostanza, narrazione del malato + narrazione che medico e paziente costruiscono insieme e co-narrano. Perch\u00e9 tale cooperazione possa efficacemente realizzarsi sono necessari tre tipi di competenze: <br>NARRATIVE, COMUNICATIVE e NORMATIVE (5).<br><br>COMPETENZA NORMATIVA: tale competenza \u00e8 dipendente e derivante dalla capacit\u00e0 di svolgere determinati compiti, di rispettare un ordine morale nel farlo e comprendere ed accettare (o no) le regole in base alle quali gli altri ci giudicano e ci spingono ad agire in conformit\u00e0 ad esse. Cio\u00e8 e in sostanza, la competenza normativa \u00e8 interpersonale e non una abilit\u00e0 situata nell\u2019individuo (6).<\/p>\n\n<p>COS\u2019E\u2019 VERAMENTE MEDICINA NARRATIVA? TRE PARERI IMPORTANTI<br>&nbsp;La medicina narrativa \u00e8 un atteggiamento mentale attivo da parte del medico (in parte naturale e spontaneo, in parte costruito, esercitato ed allenato costantemente), che richiede le abilit\u00e0 necessarie per ascoltare le narrazioni della malattia, per capirne il significato, per interpretare queste storie in modo ampio ed accurato, per cogliere il contesto dei pazienti in tutta la loro complessit\u00e0. Sono queste le abilit\u00e0 narrative, in quanto rendono una persona capace di recepire e di capire le storie che un altro racconta. Solo quando il medico comprende in qualche modo ci\u00f2 che sta passando il suo o la sua paziente, l\u2019intervento medico pu\u00f2 procedere con umilt\u00e0, fiducia e rispetto. Col termine di medicina narrativa intendo la medicina praticata mediante queste abilit\u00e0 narrative che permettono di assorbire, interpretare ed essere commossi dalle storie della malattia (7).<br>Le storie servono a riparare il danno che la malattia ha provocato nella persona malata; la malattia infatti pregiudica il senso che essa ha della propria collocazione nella vita e della direzione verso cui sta andando. Le storie sono un modo di ridisegnare le mappe e di trovare nuove destinazioni. I pazienti devono imparare a \u201cpensare in modo diverso\u201d e le narrazioni, orali o scritte, li possono aiutare a mettere ordine nel caos (8).<br>Alla domanda rivolta alla Charon da Jerome Bruner (2002) su cosa fosse la medicina narrativa, ella risponde: \u201cLa tua responsabilit\u00e0 \u00e8 ascoltare quel che ha da dire il paziente, e dopo pensare al da farsi in proposito. Dopo tutto, di chi \u00e8 la vita, tua o sua? \u201c Commenta Bruner:\u201d Il programma di medicina narrativa ha gi\u00e0 cominciato a ridurre le morti dovute a incompetenze narrative nel Collegio dei Medici e Chirurghi\u201d.<br><br>IN DEFINITIVA\u2026..Medicina Narrativa: non disciplina n\u00e9 manuale di tecniche da applicare in tutti i casi ma mappa di primo livello, alla scoperta di un territorio vasto, inesplorato, cangiante: il mondo dell\u2019altro,del paziente, alla scoperta riscoperta e rivalutazione di un universo di simboli e significati che definisce l\u2019identit\u00e0 e la cultura del malato e dei suoi sistemi di riferimento. Esplorare il mondo dell\u2019altro spetta al medico e ci\u00f2 coincide con l\u2019autorit\u00e0 dello stesso, riconosciuta per scelta e mandato individuale e di ruolo ma ormai non pi\u00f9 sufficiente ad indirizzare quel particolare rapporto sia sul piano contrattuale che etico nello spazio obbligato della parit\u00e0, reciprocit\u00e0, negoziazione, cooperazione. Tale compito spetta alla RELAZIONE TERAPEUTICA, una vicenda dialogica, comunicativa, di elevata qualit\u00e0 che poggia-come si \u00e8 detto \u2013 sul possesso di competenze comunicative (counselling skill) e narrative (storyteller skill). La relazione tra esseri umani consiste &#8211; oltre che nelle buone intenzioni, lealt\u00e0 ed onest\u00e0 condivise \u2013 in uno scambio di narrazioni ed \u00e8 perci\u00f2 fondamentale che il medico impari a \u201cleggere\u201d le narrazioni dell\u2019altro e a scoprire il mondo di significati, di \u201cpunti di svolta\u201d (healings dramas), di simboli, di miti, di convinzioni che fanno del paziente una entit\u00e0 unica ed irripetibile, con cui provare a scrivere una storia comune nel comune interesse. La relazione, come tutte le cose umane, non \u00e8 per\u00f2 fissa e stabile ma variabile ed oscillante, e questo porta a dover definire con precisione la c.d. \u201cgiusta distanza\u201d rispetto alla relazione stessa e rispetto all\u2019obiettivo: lo strumento che regola la giusta distanza \u00e8 l\u2019empatia, che Rizzolatti e Sinigaglia (2006) hanno individuato, da un punto di vista anatomo-funzionale, nei c.d. \u201cneuroni a specchio\u201d, presenti nella specie umana e nei primati superiori (9,10).<\/p>\n\n<p>PRINCIPALI CAUSE DELLA NASCITA E DELLO SVILUPPO DELLA \u201cNARRATIVE BASED MEDICINE\u201d, N.B.M. (MIKE BURY, SOCIOLOGO, 2001) (11)<br><br>Primo fattore di natura epidemiologica e demografica;<br><br>Secondo fattore: messa in discussione della centralit\u00e0 dell\u2019ospedale, con spostamento di attenzione sul territorio e sui trattamenti domiciliari;<br><br>Terzo fattore: messa in discussione dell\u2019efficacia ed autorit\u00e0 della biomedicina;<br><br>Quarto fattore: espansione dell\u2019informazione su malattie e medicina;<br><br>Quinto fattore: empowerment del paziente per effetto dell\u2019 ingresso in campo di una terziet\u00e0 variegata, fondamentalmente schierata a sua difesa.<\/p>\n\n\n<h6>PERCHE\u2019 STUDIARE LA NARRAZIONE<\/h6>\n\n<p>Nel colloquio diagnostico, le narrazioni:<br>&#8211; costituiscono la forma entro cui i pazienti sperimentano e descrivono il proprio malessere;<br>&#8211; incoraggiano l\u2019empatia e favoriscono la comprensione tra medico e paziente;<br>&#8211; permettono la costruzione di significati;<br>&#8211; forniscono utili indizi e classificazioni.<br><\/p>\n<p>Nel processo terapeutico, le narrazioni:<br>&#8211; incoraggiano un approccio globale al trattamento;<br>&#8211; sono in se stesse terapeutiche o palliative;<br>&#8211; possono suggerire ulteriori opzioni terapeutiche.<br><\/p>\n<p>Nell\u2019educazione del paziente e dei professionisti, le narrazioni:<br>&#8211; vengono ricordate molto pi\u00f9 facilmente;<br>&#8211; sono radicate nell\u2019esperienza;<br>&#8211; potenziano la riflessione.<br><\/p>\n<p>Nella ricerca, le narrazioni:<br>&#8211; costruiscono interventi centrati sul paziente;<br>&#8211; sfidano le idee ricevute;<br>&#8211; generano nuove ipotesi.<\/p>\n\n<h6>LE TRAME PRINCIPALI DI ARTHUR FRANK DELLA NARRAZIONE IN MEDICINA, 1995 (8)<\/h6>\n\n\n<p>Narrazioni del \u201ccome prima\u201d o di recupero (restitution narratives). E\u2019 la restitutio ad integrum, la storia con lieto fine dopo il viaggio, quella che C.Booker definisce \u201cviaggio e ritorno\u201d. Solo che, dal viaggio nella malattia il ritorno non \u00e8 assicurato: il narratore ferito (wounded storyteller) pu\u00f2 restare tale, a meno che una nuova narrazione, una \u201ccontrostoria\u201d nei confronti della trama principale immaginaria, non ripristini una \u201cnuova\u201d normalita.<br>Narrazione caotica. La storia \u00e8 caotica nell\u2019assenza di ordine narrativo, gli eventi sono \u201cvissuti\u201d pi\u00f9 che detti o raccontati. Il narratore caotico non sperimenta gli eventi della vita reale in modo tale da riuscire a creare un ordine ed una sequenzialit\u00e0 capaci di consentirgli di entrare in una relazione di cura: il caos, dice Frank, \u00e8 un \u201cbuco nel discorso\u201d, una forma particolare di mutismo fatto di parole sempre pi\u00f9 confuse ed incomprensibili, una antinarrazione in realt\u00e0 che provoca negli altri uno spontaneo rigetto delle storie caotiche, che vengono spesso considerate come sintomo di depressione.<br>Narrazione di ricerca (quest narrative). La storia di ricerca \u00e8 una storia di apprendimento: attraverso la ricerca e l\u2019apprendimento, infatti, il narratore ferito diventa \u201cun testimone\u201d che ha vissuto e condivide con gli altri malati la sofferenza di cui \u00e8 stato vittima, il \u201cpunto di svolta\u201d della storia. L\u2019esperienza acquisita diventa, come per Dante o Ulisse al termine del loro viaggio, l\u2019inizio di una nuova storia, che non somiglier\u00e0 a niente di gi\u00e0 conosciuto.<\/p>\n\n\n<h6>UTILITA\u2019 PRATICHE DELLA NARRAZIONE (T. GREENALGH, 2006) (12)<\/h6>\n\n<p>Una buona narrazione di malattia non ha a che fare con l\u2019accuratezza scientifica ma serve a trasmettere qualcosa della condizione umana tramite un richiamo alle emozioni. Una buona narrazione di malattia ha aspetti letterari: \u00e8 attraente sul piano estetico, coerente, credibile, riferibile, persuasiva e dotata di ordine morale. Ma essa ha anche una non trascurabile utilit\u00e0 pratica, che la rende preziosa nella relazione terapeutica:<br>&#8211; aiuta i pazienti a spiegarsi e a capire quel che sta ad essi capitando;<br>&#8211; aiuta il medico a confrontare ci\u00f2 che capita al paziente con le narrazioni scientifiche della malattia e con i protocolli terapeutici;<br>&#8211; aiuta a mettere in luce gli aspetti ignoti, le tensioni reali e le ambiguit\u00e0 morali con cui il paziente si deve confrontare;<br>&#8211; genera nuovi significati: la storia (ogni storia) contribuisce a foggiare il s\u00e9 nei confronti della malattia stessa.<br><br>CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DI UN INTERVENTO DI CURA BASATO SULLA RELAZIONE (BEACH, M.C. 2006)<br>&nbsp;La relazione in medicina deve includere oltre ai ruoli anche le persone.<br>Le emozioni costituiscono un elemento importante delle relazioni di cura.<br>Tutte le relazioni terapeutiche richiedono un contesto di reciprocit\u00e0.<br>La RCC (Relationship Centered Care) ha un fondamento etico (ValuesBasedMedicine, medicina basata sui valori, oltre che sui fatti(13).<br><br>INTERVENTO DI CURA CENTRATO SUL PAZIENTE: PRINCIPALI VANTAGGI (BALINT,1961 e 1975; LITTLE, 2001)<br>&nbsp;Esplorare l \u2018esperienza della malattia.<br>Comprendere la persona nella sua totalit\u00e0( incluse le emozioni) e il suo contesto.<br>Trovare un terreno comune tra medico e paziente ( partnership).<br>Promuovere la salute.<br>Potenziare la relazione tra medico e paziente (e i suoi familiari).<br><br>DIFFERENZE PRINCIPALI TRA MEDICO E PAZIENTE, TRA MALATO E SANO (R. CHARON, 2006)<br>Relazione con la mortalit\u00e0<br>Contesto della malattia<br>Convinzioni inerenti alla causalit\u00e0<br>Le emozioni<\/p>\n<p><strong>Tab.1. Engel\u2019s critique of biomedicine (14)<\/strong><br>Un\u2019alterazione biochimica non si traduce direttamente in una malattia. L\u2019espressione della malattia deriva dall\u2019interazione di diversi fattori causali, compresi quelli a livello molecolare, individuale e sociale. Le alterazioni psicologiche possono manifestarsi come malattie che costituiscono problemi di salute, inclusi i correlati biochimici.<br>La presenza di uno squilibrio biologico non evidenzia i sintomi del paziente, n\u00e9 interferisce con le abilit\u00e0 che il clinico deve avere per raccogliere informazioni ed elaborarle bene.&nbsp;Le variabili psico-sociali sono determinanti pi\u00f9 importanti della suscettibilit\u00e0, della gravit\u00e0 e del decorso della malattia rispetto a quelle che erano state precedentemente apprezzate da coloro che mantengono una visione bio-medica della malattia.<br>&#8211; L\u2019essere malato non \u00e8 necessariamente associato alla presenza di uno squilibrio biologico.<br>&#8211; Il successo dei trattamenti \u00e8 influenzato da fattori psico-sociali (ad esempio l\u2019effetto placebo).<br>I- l rapporto paziente-medico influenza i risultati, anche solo per la sua influenza sull\u2019aderenza alla terapia.<br>\u201cThe biopsychosocial Model 25 years later\u201d (15)<br>\u2026.Dopo 25 anni, F. Borrel-Cari\u00f2 et al. rileggono e rianalizzano la \u201csodalit\u00e0 gentile\u201d del nuovo modello di medicina preconizzato da G.Engel, riaffermandone l\u2019intatto valore e attualit\u00e0 che \u201c\u2026non consiste nella scoperta di nuove leggi scientifiche, come l\u2019espressione \u201cnuovo paradigma\u201d potrebbe suggerire, ma piuttosto nel governare una equilibrata (\u201cparsimonious\u201d) applicazione delle conoscenze mediche alle necessit\u00e0 di ogni singolo paziente\u201d.<br>\u2026 <strong><br><br>Tab.2. Glossario Scuola di Harvard (Kleinman, Good,Callahan)<\/strong><br>&#8211; DISEASE (patologia): si riferisce alla anormalit\u00e0 nella struttura o funzione di organi o dei sistemi di organi.<br>&#8211; ILLNESS (esperienza di malattia): si riferisce al significato che l\u2019esperienza di sofferenza assume per chi la vive in prima persona. E\u2019 il processo attraverso il quale la patologia entra nella coscienza individuale.<br>&#8211; SICKNESS (relazioni sociali di malattia): processo di produzione sociale della patologia, ovvero la pratica che investe i segni comportamentali e biologici preoccupanti di significati socialmente riconoscibili. Possiamo altrimenti identificarla come il procedimento sociale di traduzione dei segni in sintomi.<br><br>&nbsp;<strong>TAB.3. CONCETTO DI \u201cNARRAZIONE IN MEDICINA\u201d (16)<\/strong><br>\u201cMetacodice umano universale, trasversale e transculturale, capace di dare un significato agli eventi\u201d. Esso si avvale, come indicatore del viraggio gi\u00e0 annunciato da A.Kleinmann, B. Good e D. Callahan, del fondamentale strumento delle \u201cmedical humanities\u201d, termine \u2013 contenitore che comprende Etica e Bioetica, Medicina Legale, Medicina Narrativa, cultura della Comunicazione, Filosofia, Storia, Poesia, Recitazione, Musica e, in generale, le Arti, Sociologia, concetti di Pedagogia ma anche Pet therapy, immaginazione, psicodramma, intensificarsi dei rapporti interpersonali, risata, umorismo, clown-terapia, musico-terapia, cinema \u2013terapia. In sostanza, il mondo interiore e le dinamiche relazionali del paziente atte ad annunciare il declino dello storico rapporto duale medico \u2013paziente, fine della dominanza medica, crisi del modello neo-positivistico della scienza e della scienza medica, ingresso di una variegata terziet\u00e0 della societ\u00e0 civile che introduce principi di giustizia a temperare quelli di Beneficit\u00e0 e di Autonomia, con cui non di rado confligge. Questa \u201crivoluzione gentile\u201d, come \u00e8 stata definita, ridisegna i limiti e confini ed il significato di \u201crelazione di cura\u201d, che modernamente abbraccia e definisce livelli diversi concettuali ed applicativi, che vanno dall\u2019\u201dinteressarsi a, al prendersi cura di, al prestar cura, al ricevere cura\u201d(Carta di Ottawa, 1986) (17).<br><br>&nbsp;<strong>TAB.4. CONCETTO DI MEDICINA E RELAZIONE DI CURA (GADAMER, 1994)<\/strong><br>\u2026.Un medico che non sappia interagire con il paziente diminuisce e distorce il suo patrimonio culturale che, per quanto bene appreso sui libri( dove si definiscono le malattie), va messo a frutto nella pratica ( dove esistono i malati e le persone nella loro individualit\u00e0 e diversit\u00e0). Le capacit\u00e0 relazionali e comunicative della coppia medico-paziente costituiscono una premessa ineludibile all\u2019esercizio dell\u2019atto medico nell\u2019interezza della dimensione professionale ed etica, e non semplice appendice di esso. Ci\u00f2 implica la necessit\u00e0 di un passaggio da un paradigma puramente bio-medico a uno bio-psico-sociale in cui, accanto a una malattia in senso biologico, trovino spazio l\u2019essere umano malato e il suo ambiente\u201d (18, 19).<br>&nbsp;IL PARADIGMA ASSISTENZIALE PEDIATRICO: UN MODELLO FONDATO SULLA RELAZIONE (COPENAGHEN, 2012)<br>Tale nuova relazione di cura attualmente \u00e8 incentrata attorno ad un nucleo di \u201cSpecificit\u00e0 delle cure pediatriche\u201d, da un lato e di un modello \u201cpatient and family-centered care\u201d, dall\u2019altro. Elementi fondanti di tale moderna visione integrata culturale, epistemologica ed operativa sono indicati dallo stesso \u201cInstitute for patient and family-centered care\u201d (20), ascolto o arte di ascoltare (ascolto attivo, gestione creativa dei conflitti, autoconsapevolezza emozionale:<br>triangolo magico dell\u2019arte di ascoltare) e il rispetto di ogni bambino e famiglia;<br>&#8211; flessibilit\u00e0 delle procedure e pratiche assistenziali, commisurate ai bisogni, convenienze e valori di ciascun bambino e della sua famiglia;<br>&#8211; offerta condivisa di informazioni complete, oneste e flessibili corrispondenti alle varie fasi del processo decisionale clinico;<br>&#8211; collaborazione col paziente e la sua famiglia nell\u2019erogazione delle cure, nella progettazione dei luoghi di lavoro e nell\u2019allestimento degli ambienti di accoglienza e cura;<br>&#8211; riconoscimento dei punti di forza e delle risorse di ciascun bambino e della sua famiglia per un coinvolgimento il pi\u00f9 ampio possibile nelle scelte relative alla sua salute fisica, psichica e relazionale, ma anche alla realizzazione delle aspettative di vita e di futuro.<br><strong><br>CONCLUSIONI<br><\/strong>La &#8220;Carta di Ottawa&#8221; (17), chiaramente esplicitava il bisogno segnalato dall\u2019OMS, Alma Ata,1978 (21) di un nuovo concetto di salute, epocale cambio di paradigma, che esalta \u201cil diritto di un individuo o di un gruppo di essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di vedere riconosciute ed attualizzate le proprie potenzialit\u00e0, di cambiare l\u2019ambiente circostante o di farvi fronte. Lo \u201cshift\u201d dal modello bio-medico a quello bio-psico sociale, sia in Medicina che in Pediatria, pu\u00f2 essere una impresa ardua, sia perch\u00e9 richiede un momento introiettivo, volizionale, decisionale che corrisponde ad un \u201ccambio di rotta\u201d radicale sul piano prima epistemologico-identitario (\u201cattitude\u201d e \u201cbehaviour\u201d) poi di \u201ctraining\u201d di tecniche e comportamenti (skill) appresi e coltivati, sia perch\u00e9 mobilita virt\u00f9 antiche e disposizioni nuove, con grado diverso di attivabilit\u00e0 anche a livello individuale ed ambientale.<br>L\u2019atteggiamento mentale del medico, l\u2019affinamento percettivo-cognitivo, le capacit\u00e0 relazionali, l\u2019attitudine dialogica, l\u2019abilit\u00e0 di counselling, oltre che su una buona dose di pazienza ed umilt\u00e0, indispensabili per ogni azione multidisciplinare e\/o di \u201cteam\u201d, poggiano sulla capacit\u00e0 del professionista sanitario di costruirsi su un modello\/percorso narrativo e comunicativo nuovo, finalizzato a realizzare la pi\u00f9 piena integrazione paziente-famiglia- medico-sistema. La medicina narrativa (e, pi\u00f9 in generale, l\u2019adozione delle \u201cmedical humanities\u201d) possono fungere da proficuo necessario viatico all\u2019uopo, assieme ai principi \u2013guida della citata \u201cpatient and family-centered care\u201d (20).<br><span style=\"font-size:small;\"><sub><br><br>&nbsp;BIBLIOGRAFIA<em><br>&nbsp;1. Zingarelli N. lo ZINGARELLI 1998. Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli. Dodicesima edizione a cura di Miro Dogliotti e Luigi Rosiello. Zanichelli.<br>&nbsp;2. White H. The value of narrativity in the representation of reality Art. Critical Inquiry 1981<br>3. Piovani S. Per una medicina narrativa. Pediatria, N\u00b0 9,Settembre 2022, pag.14-15<br>4. Elliot G. Mishler. The discourse of medicine: The dialectics of medical interviews. Norwood, N.J.: Ablex, 1984<br>5. SIMeN. Primo Forum della Medicina Narrativa Italiana, 28 settembre 2022, ON LINE<br>6. Hilde Lindemann Nelson, Damaged identities, narrative repair. Ithaca: Cornell University Press, 2001, Published online by Cambridge University Press<br>7. Charon R. The patient-physician relationship. Narrative Medicine: a model for empathy,reflection, profession and trust. JAMA 2001;286; 1897-1902.<br>8. Frank A. Il narratore ferito. Corpo, malattia ed etica, seconda edizione. The University of Chicago Press, 1995.<br>9. Zacharias G. What is narrative based medicine? Can.Fam. Physician 2018,64,176-180<br>10. Schaff P.B. Pediatrics and narrative medicine Ped. Res. 2021:20: 20-21<br>11. Mike Bury.Sociology of Health &amp; Illness Free Access Illness narratives: fact or fiction? First published. 2001, Vol 23, N 3, pag 263-285.<br>12. Greenhalgh T. Narrative based medicine in an evidence based world. BMJ Vol 318, 30 January 1999.<br>13. Fulford KWM. Values Based Practice: a new partner to Evidence-Based Practice and a first for Psychiatry? Mens sana monographs vol 6 (1), Jan Dec 2008<br>&nbsp;14. Engel G.L. 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Dichiarazione di Alma Ata sull\u2019assistenza sanitaria primaria, 1978<\/em><\/sub><\/span><\/p>\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","footnotes":""},"class_list":["post-2358","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2358"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2402,"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2358\/revisions\/2402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fisrcampania.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}